La tesi quantifica il degrado prestazionale di impianti fotovoltaici e stima la perdita economica che ne deriva nel tempo. Il lavoro nasce in collaborazione con Xiber Energy Solutions e si chiude su un caso studio reale. Il punto di partenza è un modello di previsione della produzione basato su Prophet, sviluppato internamente da Xiber: qui è solo un dato di input, non un contributo originale della tesi. Il contributo vero sta a valle di quell'output. È un metodo per stimare il degrado di ogni sezione impiantistica dal confronto fra produzione osservata e producibilità attesa, e per tradurre quel degrado in una perdita economica quantificabile su più anni. L'indicatore usato è la produzione mensile normalizzata rispetto all'irraggiamento, calcolata sui quattro mesi della finestra estiva, maggio-agosto, per neutralizzare la stagionalità. Il tasso di degrado è stimato con una regressione ai minimi quadrati pesati a decadimento esponenziale. È stata scelta dopo un confronto con altre tre tecniche: minimi quadrati pesati a peso linearmente crescente, media mobile esponenziale, regressione locale sugli ultimi anni. Applicato a 378 sezioni con almeno tre anni di storico nella finestra estiva, il metodo restituisce un tasso di degrado mediano di -2,11%/anno. Più del doppio dello 0,8%/anno assunto nella formula di produzione oggi in uso. Una verifica successiva ha però rilevato un errore nel percorso dei dati meteorologici: il calcolo su queste 378 sezioni non aveva applicato la normalizzazione per irraggiamento. La correzione è stata implementata e verificata sulla sola sezione del caso studio; il dato di parco resta quello originario, e va letto come tasso su produzione non normalizzata. Il tasso di degrado viene tradotto in perdita economica su un orizzonte di nove anni, il limite entro cui la stima resta statisticamente sostenuta dai dati storici. Sulla sezione mediana di parco il tasso implica una perdita attualizzata 2,69 volte superiore a quella prevista dalla formula ZEGO. Sulle sezioni che degradano davvero, il valore attuale mediano è di circa 9.800 euro a un tasso di sconto del 5%; l'autoconsumo incide sul risultato più del tasso di sconto stesso. Il metodo corretto viene applicato per intero al caso studio: una sezione da 109,20 kWp di un cliente Xiber, Mag Data S.p.A. di Colorno (PR), a tecnologia CIS a film sottile, in esercizio dal 2012 in regime di Scambio sul Posto. La produzione 2025 si è attestata a circa la metà di quella di progetto. Il confronto con gli impianti limitrofi esclude una causa meteorologica di area e indica un problema specifico di questa sezione. Il tasso di degrado stimato con il metodo corretto è -3,76/-4,08%/anno, quasi il doppio del valore mediano di parco. La perdita economica attualizzata a nove anni è di circa 24.600 euro, 225 €/kWp: 1,66 volte il valore mediano di parco per kilowatt installato. Il confronto con l'ipotesi ZEGO restituisce un rapporto di 5,10 volte, quasi il doppio di quello della sezione mediana di parco. Su questa base il lavoro valuta la convenienza tecnico-economica di interventi di revamping alternativi al mantenimento dello stato attuale. L'algoritmo di previsione della produzione resta di provenienza aziendale, non un contributo originale della tesi. Il contributo è il metodo di stima del degrado a partire dal suo output, e la sua traduzione in un'informazione economica utilizzabile a fini decisionali: rilevante per gli impianti fotovoltaici italiani installati nella fase di maggiore espansione incentivata del settore, oggi prossimi a un'età per cui questa valutazione diventa concreta.
Stima del degrado e valutazione economica del revamping di impianti fotovoltaici mediante modelli previsionali
STRAFACE, MATTIA
2025/2026
Abstract
La tesi quantifica il degrado prestazionale di impianti fotovoltaici e stima la perdita economica che ne deriva nel tempo. Il lavoro nasce in collaborazione con Xiber Energy Solutions e si chiude su un caso studio reale. Il punto di partenza è un modello di previsione della produzione basato su Prophet, sviluppato internamente da Xiber: qui è solo un dato di input, non un contributo originale della tesi. Il contributo vero sta a valle di quell'output. È un metodo per stimare il degrado di ogni sezione impiantistica dal confronto fra produzione osservata e producibilità attesa, e per tradurre quel degrado in una perdita economica quantificabile su più anni. L'indicatore usato è la produzione mensile normalizzata rispetto all'irraggiamento, calcolata sui quattro mesi della finestra estiva, maggio-agosto, per neutralizzare la stagionalità. Il tasso di degrado è stimato con una regressione ai minimi quadrati pesati a decadimento esponenziale. È stata scelta dopo un confronto con altre tre tecniche: minimi quadrati pesati a peso linearmente crescente, media mobile esponenziale, regressione locale sugli ultimi anni. Applicato a 378 sezioni con almeno tre anni di storico nella finestra estiva, il metodo restituisce un tasso di degrado mediano di -2,11%/anno. Più del doppio dello 0,8%/anno assunto nella formula di produzione oggi in uso. Una verifica successiva ha però rilevato un errore nel percorso dei dati meteorologici: il calcolo su queste 378 sezioni non aveva applicato la normalizzazione per irraggiamento. La correzione è stata implementata e verificata sulla sola sezione del caso studio; il dato di parco resta quello originario, e va letto come tasso su produzione non normalizzata. Il tasso di degrado viene tradotto in perdita economica su un orizzonte di nove anni, il limite entro cui la stima resta statisticamente sostenuta dai dati storici. Sulla sezione mediana di parco il tasso implica una perdita attualizzata 2,69 volte superiore a quella prevista dalla formula ZEGO. Sulle sezioni che degradano davvero, il valore attuale mediano è di circa 9.800 euro a un tasso di sconto del 5%; l'autoconsumo incide sul risultato più del tasso di sconto stesso. Il metodo corretto viene applicato per intero al caso studio: una sezione da 109,20 kWp di un cliente Xiber, Mag Data S.p.A. di Colorno (PR), a tecnologia CIS a film sottile, in esercizio dal 2012 in regime di Scambio sul Posto. La produzione 2025 si è attestata a circa la metà di quella di progetto. Il confronto con gli impianti limitrofi esclude una causa meteorologica di area e indica un problema specifico di questa sezione. Il tasso di degrado stimato con il metodo corretto è -3,76/-4,08%/anno, quasi il doppio del valore mediano di parco. La perdita economica attualizzata a nove anni è di circa 24.600 euro, 225 €/kWp: 1,66 volte il valore mediano di parco per kilowatt installato. Il confronto con l'ipotesi ZEGO restituisce un rapporto di 5,10 volte, quasi il doppio di quello della sezione mediana di parco. Su questa base il lavoro valuta la convenienza tecnico-economica di interventi di revamping alternativi al mantenimento dello stato attuale. L'algoritmo di previsione della produzione resta di provenienza aziendale, non un contributo originale della tesi. Il contributo è il metodo di stima del degrado a partire dal suo output, e la sua traduzione in un'informazione economica utilizzabile a fini decisionali: rilevante per gli impianti fotovoltaici italiani installati nella fase di maggiore espansione incentivata del settore, oggi prossimi a un'età per cui questa valutazione diventa concreta.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14251/9342