La crescente attenzione verso il cambiamento climatico ha reso la decarbonizzazione un tema sempre più rilevante non solo sul piano ambientale e normativo, ma anche nella gestione strategica delle imprese. In questo contesto, particolare importanza assumono le emissioni Scope 3, generate lungo la catena del valore e spesso responsabili della quota più significativa della carbon footprint aziendale. La loro misurazione e riduzione risultano tuttavia complesse, poiché dipendono da attività svolte da fornitori, clienti e altri soggetti esterni ai confini organizzativi dell’impresa. La presente tesi analizza la decarbonizzazione come possibile leva di vantaggio competitivo, con particolare attenzione al ruolo delle emissioni Scope 3 e alla gestione della filiera. Il lavoro, di natura compilativa, si basa sull’analisi della letteratura accademica, della normativa europea e dei principali standard e framework internazionali in materia di carbon accounting, disclosure climatica e target di riduzione. Dopo aver inquadrato il ruolo dello Scope 3 nel carbon management e nella governance aziendale, l’analisi utilizza la Legitimacy Theory, la New Institutional Theory e la Stakeholder Theory per interpretare le pressioni che spingono le imprese verso una maggiore trasparenza climatica e per evidenziare il possibile divario tra comunicazione e azione sostanziale. Successivamente vengono approfonditi il GHG Protocol, la CSRD, gli ESRS, la Tassonomia UE e le principali iniziative internazionali, soffermandosi sui problemi di comparabilità, qualità dei dati e assurance. La tesi esamina inoltre il passaggio dalla misurazione alla gestione operativa delle emissioni, considerando il Green Supply Chain Management, il sustainable procurement, il supplier engagement e l’integrazione degli obiettivi climatici nei sistemi di governance e controllo. L’analisi evidenzia come la decarbonizzazione possa contribuire alla riduzione dei rischi di transizione, all’efficienza, all’innovazione, alla reputazione e al mantenimento dell’accesso a determinate supply chain. Nel complesso, emerge che il vantaggio competitivo non deriva automaticamente dalla riduzione o dalla rendicontazione delle emissioni. Esso dipende dalla capacità dell’impresa di trasformare le informazioni Scope 3 in decisioni concrete, relazioni più efficaci con i fornitori e cambiamenti nei processi aziendali. In assenza di tale integrazione, disclosure e target climatici rischiano di rimanere prevalentemente formali, aumentando il rischio di decoupling e greenwashing. La decarbonizzazione assume quindi una reale valenza strategica quando viene integrata nella gestione della catena del valore e nelle scelte di lungo periodo dell’impresa.
La decarbonizzazione come leva di vantaggio competitivo: il ruolo delle emissioni Scope 3 e della filiera nella gestione strategica dell'impresa
ANTOLINI, LUCA
2025/2026
Abstract
La crescente attenzione verso il cambiamento climatico ha reso la decarbonizzazione un tema sempre più rilevante non solo sul piano ambientale e normativo, ma anche nella gestione strategica delle imprese. In questo contesto, particolare importanza assumono le emissioni Scope 3, generate lungo la catena del valore e spesso responsabili della quota più significativa della carbon footprint aziendale. La loro misurazione e riduzione risultano tuttavia complesse, poiché dipendono da attività svolte da fornitori, clienti e altri soggetti esterni ai confini organizzativi dell’impresa. La presente tesi analizza la decarbonizzazione come possibile leva di vantaggio competitivo, con particolare attenzione al ruolo delle emissioni Scope 3 e alla gestione della filiera. Il lavoro, di natura compilativa, si basa sull’analisi della letteratura accademica, della normativa europea e dei principali standard e framework internazionali in materia di carbon accounting, disclosure climatica e target di riduzione. Dopo aver inquadrato il ruolo dello Scope 3 nel carbon management e nella governance aziendale, l’analisi utilizza la Legitimacy Theory, la New Institutional Theory e la Stakeholder Theory per interpretare le pressioni che spingono le imprese verso una maggiore trasparenza climatica e per evidenziare il possibile divario tra comunicazione e azione sostanziale. Successivamente vengono approfonditi il GHG Protocol, la CSRD, gli ESRS, la Tassonomia UE e le principali iniziative internazionali, soffermandosi sui problemi di comparabilità, qualità dei dati e assurance. La tesi esamina inoltre il passaggio dalla misurazione alla gestione operativa delle emissioni, considerando il Green Supply Chain Management, il sustainable procurement, il supplier engagement e l’integrazione degli obiettivi climatici nei sistemi di governance e controllo. L’analisi evidenzia come la decarbonizzazione possa contribuire alla riduzione dei rischi di transizione, all’efficienza, all’innovazione, alla reputazione e al mantenimento dell’accesso a determinate supply chain. Nel complesso, emerge che il vantaggio competitivo non deriva automaticamente dalla riduzione o dalla rendicontazione delle emissioni. Esso dipende dalla capacità dell’impresa di trasformare le informazioni Scope 3 in decisioni concrete, relazioni più efficaci con i fornitori e cambiamenti nei processi aziendali. In assenza di tale integrazione, disclosure e target climatici rischiano di rimanere prevalentemente formali, aumentando il rischio di decoupling e greenwashing. La decarbonizzazione assume quindi una reale valenza strategica quando viene integrata nella gestione della catena del valore e nelle scelte di lungo periodo dell’impresa.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14251/9921