La presente tesi indaga la trasformazione del ruolo del consulente strategico alla luce della diffusione dell'intelligenza artificiale nei processi decisionali e operativi delle organizzazioni. Il lavoro muove dall'analisi dei modelli tradizionali di consulenza, delle loro origini storiche e delle competenze distintive che ne hanno caratterizzato l'evoluzione, per poi esaminare l'impatto dell'IA sugli strumenti, sui metodi e sui modelli di servizio adottati dalle società di consulenza. Il cuore teorico della tesi si concentra sul dibattito tra automazione e aumento delle capacità professionali, sulla complementarità tra intelligenza umana e artificiale e sul tema della fiducia nei sistemi di IA come variabile critica per la loro adozione. Tali questioni vengono ricondotte alla ridefinizione dell'identità professionale del consulente, chiamato a riposizionarsi rispetto a compiti sempre più automatizzabili. La parte empirica si fonda su una survey strutturata distribuita a un campione non probabilistico di professionisti della consulenza con diversi livelli di seniority, integrata da un caso aziendale di approfondimento. L'analisi, di natura esplorativa, adotta la seniority come variabile di cross-tabulazione e impiega la codifica tematica delle risposte aperte, restituendo evidenze originali, tra cui una relazione inversa tra percezione di miglioramento qualitativo e timore di errori algoritmici. Sulla base di questi risultati, la tesi propone scenari futuri e implicazioni strategiche per la professione, delineando le competenze necessarie al consulente per mantenere un ruolo di Trusted Advisor in un contesto di crescente automazione cognitiva.
Il futuro della consulenza strategica nell'era dell'intelligenza artificiale
CANDITA, ILARIA
2025/2026
Abstract
La presente tesi indaga la trasformazione del ruolo del consulente strategico alla luce della diffusione dell'intelligenza artificiale nei processi decisionali e operativi delle organizzazioni. Il lavoro muove dall'analisi dei modelli tradizionali di consulenza, delle loro origini storiche e delle competenze distintive che ne hanno caratterizzato l'evoluzione, per poi esaminare l'impatto dell'IA sugli strumenti, sui metodi e sui modelli di servizio adottati dalle società di consulenza. Il cuore teorico della tesi si concentra sul dibattito tra automazione e aumento delle capacità professionali, sulla complementarità tra intelligenza umana e artificiale e sul tema della fiducia nei sistemi di IA come variabile critica per la loro adozione. Tali questioni vengono ricondotte alla ridefinizione dell'identità professionale del consulente, chiamato a riposizionarsi rispetto a compiti sempre più automatizzabili. La parte empirica si fonda su una survey strutturata distribuita a un campione non probabilistico di professionisti della consulenza con diversi livelli di seniority, integrata da un caso aziendale di approfondimento. L'analisi, di natura esplorativa, adotta la seniority come variabile di cross-tabulazione e impiega la codifica tematica delle risposte aperte, restituendo evidenze originali, tra cui una relazione inversa tra percezione di miglioramento qualitativo e timore di errori algoritmici. Sulla base di questi risultati, la tesi propone scenari futuri e implicazioni strategiche per la professione, delineando le competenze necessarie al consulente per mantenere un ruolo di Trusted Advisor in un contesto di crescente automazione cognitiva.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14251/9961