La crescente rilevanza delle problematiche climatiche e ambientali sta progressivamente modificato il modo in cui le Amministrazioni Pubbliche sono chiamate ad agire. La transizione ecologica non rappresenta, quindi, solo un obiettivo di politica ambientale, ma costituisce una trasformazione che interessa le modalità di programmazione economica, l’allocazione delle risorse, la definizione delle priorità pubbliche e la valutazione delle performance. Il perseguimento degli obiettivi di sostenibilità richiede pertanto che la dimensione ambientale non rimanga confinata all'interno di specifici programmi o settori di intervento, ma venga progressivamente incorporata nei processi ordinari di governo della finanza pubblica (OECD, ). In quest’ottica, il bilancio pubblico supera la mera funzione di rappresentazione contabile per affermarsi come strumento strategico di politica economica. È infatti attraverso il bilancio che i programmi politici si convertono in concrete decisioni di allocazione, in grado di generare impatti tangibili sul piano economico, sociale e ambientale. Incorporare la sostenibilità nel ciclo di bilancio richiede pertanto un duplice livello di analisi: identificare l'entità delle risorse destinate alla tutela ambientale e valutare quanto le informazioni ecologiche riescano effettivamente a riorientare i processi decisionali. Su questo presupposto si fonda il crescente interesse internazionale nel Green Budgeting (o Bilancio Verde), inteso come il processo volto ad allineare le scelte di spesa e di entrata pubblica con gli obiettivi ambientali. La presente tesi si propone di verificare se il Green Budgeting possa essere considerato una reale innovazione nei sistemi di programmazione, pianificazione e controllo delle Amministrazioni Pubbliche, oppure se la sua diffusione rischi di tradursi prevalentemente in un'evoluzione delle pratiche di trasparenza e rendicontazione. Il punto critico sollevato dalla letteratura moderna è proprio il divario tra l'uso informativo/trasparenza ed il reale impatto decisionale-allocativo. Ad oggi, infatti, il Bilancio Verde rischia spesso di configurarsi come una tecnica di etichettatura ex_post (tagging) guidata da adempimenti normativi, anziché come una reale leva strategica ex_ante per il controllo di gestione e la programmazione pubblica (Bova, 2021). La domanda di ricerca è pertanto formulata nei seguenti termini: in che misura il Green Budgeting costituisce una reale innovazione nei sistemi di programmazione, pianificazione e controllo delle Amministrazioni Pubbliche per la transizione ecologica, e quali condizioni sono necessarie affinché evolva da mero strumento di trasparenza/rendicontazione ex_post a leva di effettivo supporto ai processi decisionali ex_ante? A tal fine, la ricerca adotta un approccio multidimensionale che intreccia una prospettiva teorica, normativa e comparativa, articolandosi in cinque capitoli tra loro strettamente interconnessi. Sotto il profilo metodologico, il lavoro si basa su un approccio qualitativo e quantitativo, sviluppato attraverso l'integrazione di un'analisi teorica, di un vaglio normativo e di una prospettiva comparata. L'indagine documentale e della letteratura scientifica e istituzionale consentono di ricostruire le basi metodologiche del Bilancio Verde. Questo trova poi diretta applicazione in due momenti analitici fondamentali: da un lato, un’analisi comparativa volta a evidenziare i diversi modelli adottati nel contesto internazionale; dall'altro, uno studio dedicato all’Italia. Quest’ultimo livello d'indagine offre una finestra empirica cruciale per valutare le dinamiche attuative a livello nazionale/subnazionale e verificare se, e in che misura, la contabilità ambientale riesca a incidere concretamente sulle scelte strategiche e sui processi allocativi degli enti territoriali.
DAL REPORTING AL DECISION-MAKING: IL GREEN BUDGETING NEI SISTEMI DI PROGRAMMAZIONE E CONTROLLO DELLE AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE TRA TRASPARENZA ED EFFICACIA STRATEGICA
SONCINI, NICOLE
2025/2026
Abstract
La crescente rilevanza delle problematiche climatiche e ambientali sta progressivamente modificato il modo in cui le Amministrazioni Pubbliche sono chiamate ad agire. La transizione ecologica non rappresenta, quindi, solo un obiettivo di politica ambientale, ma costituisce una trasformazione che interessa le modalità di programmazione economica, l’allocazione delle risorse, la definizione delle priorità pubbliche e la valutazione delle performance. Il perseguimento degli obiettivi di sostenibilità richiede pertanto che la dimensione ambientale non rimanga confinata all'interno di specifici programmi o settori di intervento, ma venga progressivamente incorporata nei processi ordinari di governo della finanza pubblica (OECD, ). In quest’ottica, il bilancio pubblico supera la mera funzione di rappresentazione contabile per affermarsi come strumento strategico di politica economica. È infatti attraverso il bilancio che i programmi politici si convertono in concrete decisioni di allocazione, in grado di generare impatti tangibili sul piano economico, sociale e ambientale. Incorporare la sostenibilità nel ciclo di bilancio richiede pertanto un duplice livello di analisi: identificare l'entità delle risorse destinate alla tutela ambientale e valutare quanto le informazioni ecologiche riescano effettivamente a riorientare i processi decisionali. Su questo presupposto si fonda il crescente interesse internazionale nel Green Budgeting (o Bilancio Verde), inteso come il processo volto ad allineare le scelte di spesa e di entrata pubblica con gli obiettivi ambientali. La presente tesi si propone di verificare se il Green Budgeting possa essere considerato una reale innovazione nei sistemi di programmazione, pianificazione e controllo delle Amministrazioni Pubbliche, oppure se la sua diffusione rischi di tradursi prevalentemente in un'evoluzione delle pratiche di trasparenza e rendicontazione. Il punto critico sollevato dalla letteratura moderna è proprio il divario tra l'uso informativo/trasparenza ed il reale impatto decisionale-allocativo. Ad oggi, infatti, il Bilancio Verde rischia spesso di configurarsi come una tecnica di etichettatura ex_post (tagging) guidata da adempimenti normativi, anziché come una reale leva strategica ex_ante per il controllo di gestione e la programmazione pubblica (Bova, 2021). La domanda di ricerca è pertanto formulata nei seguenti termini: in che misura il Green Budgeting costituisce una reale innovazione nei sistemi di programmazione, pianificazione e controllo delle Amministrazioni Pubbliche per la transizione ecologica, e quali condizioni sono necessarie affinché evolva da mero strumento di trasparenza/rendicontazione ex_post a leva di effettivo supporto ai processi decisionali ex_ante? A tal fine, la ricerca adotta un approccio multidimensionale che intreccia una prospettiva teorica, normativa e comparativa, articolandosi in cinque capitoli tra loro strettamente interconnessi. Sotto il profilo metodologico, il lavoro si basa su un approccio qualitativo e quantitativo, sviluppato attraverso l'integrazione di un'analisi teorica, di un vaglio normativo e di una prospettiva comparata. L'indagine documentale e della letteratura scientifica e istituzionale consentono di ricostruire le basi metodologiche del Bilancio Verde. Questo trova poi diretta applicazione in due momenti analitici fondamentali: da un lato, un’analisi comparativa volta a evidenziare i diversi modelli adottati nel contesto internazionale; dall'altro, uno studio dedicato all’Italia. Quest’ultimo livello d'indagine offre una finestra empirica cruciale per valutare le dinamiche attuative a livello nazionale/subnazionale e verificare se, e in che misura, la contabilità ambientale riesca a incidere concretamente sulle scelte strategiche e sui processi allocativi degli enti territoriali.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14251/9984