La contaminazione da aflatossina B1 rappresenta un fattore critico per la sicurezza del mais destinato all’alimentazione zootecnica. Il presente lavoro di tesi ha approfondito la gestione di tale rischio attraverso due fasi distinte. La prima parte dello studio ha riguardato l’elaborazione e l’analisi statistica dei dati di autocontrollo raccolti nell’arco di un triennio sulle partite di mais conferite a Progeo S.c.a. L’obiettivo era descrivere l’andamento nel tempo della contaminazione da aflatossina B1 e individuare eventuali pattern stagionali. Le prime due annate hanno mostrato un andamento stagionale simile, con livelli maggiori di contaminazione nel periodo autunno-invernale. La terza annata ha invece mostrato un’inversione del pattern, con valori più elevati nel periodo primavera-estate. L’interazione Stagione x Anno è risultata statisticamente significativa. Questo risultato ha evidenziato l’importanza di considerare la variabilità tra le diverse annate nella gestione degli approvvigionamenti. La seconda parte dello studio si è articolata su due fasi sperimentali, condotte in condizioni termo-igrometriche critiche (28 °C e 80–85% di umidità relativa) allo scopo di valutare l'efficacia di un additivo a base di acido propionico sulla granella di mais. Nella prima fase, un mais con un’umidità iniziale del 13% è stato sottoposto a 102 giorni di stoccaggio. Il confronto ha riguardato un campione trattato alla dose di 0,5 g/kg e un controllo non trattato. Il monitoraggio dell’umidità, della carica batterica totale, della carica micotica totale e delle aflatossine ha evidenziato un progressivo deterioramento della granella. Questo fenomeno è risultato associato all’aumento dell’umidità del cereale, fino al superamento di una soglia critica individuata intorno al 19–20%. Nelle condizioni adottate, il trattamento a 0,5 g/kg non ha mostrato un’efficacia sufficiente per prevenire o ritardare il deterioramento. Nella seconda fase, per simulare una condizione di rischio elevato, i campioni di mais sono stati portati al 20% di umidità e trattati con l’additivo alle dosi di 2 e 4 g/kg. A fini comparativi è stato previsto anche un controllo non trattato. Quest’ultimo ha mostrato un rapido deterioramento: dopo una settimana, ha raggiunto valori pari a 2,0 × 10⁶ UFC/g di carica batterica, 14,8 × 10⁶ UFC/g di carica micotica e 110,4 ppb di aflatossina B1. Entrambi i dosaggi hanno garantito una protezione superiore rispetto al controllo. Il trattamento a 4 g/kg ha però permesso di contenere più a lungo la componente fungina: la finestra di protezione si è infatti estesa di circa una settimana rispetto al trattamento a 2 g/kg. Nel campione trattato a 2 g/kg è stata inoltre osservata una dissociazione tra crescita fungina e produzione di tossina. I risultati della fase sperimentale evidenziano il ruolo centrale dell’umidità nella progressione del deterioramento del mais e mostrano come l’efficacia dell’additivo dipenda sia dalla dose impiegata sia dal livello di rischio associato alla matrice. Lo studio contribuisce pertanto a individuare strategie preventive finalizzate al mantenimento della qualità del cereale e al contenimento del rischio di sviluppo della contaminazione durante la conservazione.
Gestione del rischio da aflatossina B1 nel mais ad uso zootecnico: analisi dei piani di autocontrollo e valutazione dell'efficacia di un additivo antifungino
BIGLIARDI, FRANCESCO
2025/2026
Abstract
La contaminazione da aflatossina B1 rappresenta un fattore critico per la sicurezza del mais destinato all’alimentazione zootecnica. Il presente lavoro di tesi ha approfondito la gestione di tale rischio attraverso due fasi distinte. La prima parte dello studio ha riguardato l’elaborazione e l’analisi statistica dei dati di autocontrollo raccolti nell’arco di un triennio sulle partite di mais conferite a Progeo S.c.a. L’obiettivo era descrivere l’andamento nel tempo della contaminazione da aflatossina B1 e individuare eventuali pattern stagionali. Le prime due annate hanno mostrato un andamento stagionale simile, con livelli maggiori di contaminazione nel periodo autunno-invernale. La terza annata ha invece mostrato un’inversione del pattern, con valori più elevati nel periodo primavera-estate. L’interazione Stagione x Anno è risultata statisticamente significativa. Questo risultato ha evidenziato l’importanza di considerare la variabilità tra le diverse annate nella gestione degli approvvigionamenti. La seconda parte dello studio si è articolata su due fasi sperimentali, condotte in condizioni termo-igrometriche critiche (28 °C e 80–85% di umidità relativa) allo scopo di valutare l'efficacia di un additivo a base di acido propionico sulla granella di mais. Nella prima fase, un mais con un’umidità iniziale del 13% è stato sottoposto a 102 giorni di stoccaggio. Il confronto ha riguardato un campione trattato alla dose di 0,5 g/kg e un controllo non trattato. Il monitoraggio dell’umidità, della carica batterica totale, della carica micotica totale e delle aflatossine ha evidenziato un progressivo deterioramento della granella. Questo fenomeno è risultato associato all’aumento dell’umidità del cereale, fino al superamento di una soglia critica individuata intorno al 19–20%. Nelle condizioni adottate, il trattamento a 0,5 g/kg non ha mostrato un’efficacia sufficiente per prevenire o ritardare il deterioramento. Nella seconda fase, per simulare una condizione di rischio elevato, i campioni di mais sono stati portati al 20% di umidità e trattati con l’additivo alle dosi di 2 e 4 g/kg. A fini comparativi è stato previsto anche un controllo non trattato. Quest’ultimo ha mostrato un rapido deterioramento: dopo una settimana, ha raggiunto valori pari a 2,0 × 10⁶ UFC/g di carica batterica, 14,8 × 10⁶ UFC/g di carica micotica e 110,4 ppb di aflatossina B1. Entrambi i dosaggi hanno garantito una protezione superiore rispetto al controllo. Il trattamento a 4 g/kg ha però permesso di contenere più a lungo la componente fungina: la finestra di protezione si è infatti estesa di circa una settimana rispetto al trattamento a 2 g/kg. Nel campione trattato a 2 g/kg è stata inoltre osservata una dissociazione tra crescita fungina e produzione di tossina. I risultati della fase sperimentale evidenziano il ruolo centrale dell’umidità nella progressione del deterioramento del mais e mostrano come l’efficacia dell’additivo dipenda sia dalla dose impiegata sia dal livello di rischio associato alla matrice. Lo studio contribuisce pertanto a individuare strategie preventive finalizzate al mantenimento della qualità del cereale e al contenimento del rischio di sviluppo della contaminazione durante la conservazione.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14251/10171