Da decenni ci si interroga sulle metodologie migliori e più efficaci affinché i giovani apprendano la matematica. Questo studio non pretende di dare una risposta a questa domanda, ma solamente di presentare la mia esperienza di sperimentazione sulla didattica della matematica all’interno di due classi prime della scuola secondaria di secondo grado. L’argomento di questo studio riguarda il metodo più efficace di insegnare i prodotti notevoli paragonando i metodi più attivi e basati sull’utilizzo di materiale manipolabile, della professoressa Emma Castelnuovo, a metodologie che utilizzano software didattici moderni come GeoGebra. Da questo studio mi aspetto che, a quest’età, circa 13-14 anni, gli studenti possano apprezzare di più il metodo attivo della Castelnuovo, piuttosto che metodi e spiegazioni che utilizzano le moderne tecnologie, come invece potrebbero fare studenti più grandi. La matematica all’interno della scuola secondaria di secondo grado non è rilevante solamente quando gli studenti apprendono le conoscenze e le abilità collegate strettamente alla disciplina, ma serve soprattutto per preparare gli studenti e le loro menti al domani. Attraverso la matematica abbiamo lo sviluppo di capacità logiche, di problem solving e di ragionamento astratto da parte degli studenti. Per questa ragione, scegliere il giusto approccio per presentare, insegnare e trasmettere i concetti collegati alla matematica è molto rilevante, poiché determina la motivazione degli studenti, il loro coinvolgimento ed impegno, determinando di conseguenza la loro capacità di capire e interiorizzare i concetti. In questo scenario si colloca il presente lavoro, che intende indagare in maniera sperimentale l’efficacia di due approcci differenti all’insegnamento. Da un lato, si prenderanno in considerazione come fulcro alcuni spunti didattici di Emma Castelnuovo, figura di rilievo nella ricerca della didattica della matematica del Novecento, che ha proposto un insegnamento fondato sull’uso di materiali concreti, sull’osservazione diretta della realtà e su attività manuali e sperimentali. Il suo approccio è ancora molto attuale per la sua attenzione alla concretezza e alla formazione intuitiva degli studenti, promuovendo una partecipazione attiva direttamente collegata all’idea del laboratorio di matematica che verrà proposto in classe. Dall’altro lato, invece di proporre la manipolazione di materiale fisico, si proporrà agli studenti la manipolazione di figure geometriche in modalità digitale, utilizzando come strumenti didattici le nuove tecnologie digitali che oggi l’insegnante ha a sua disposizione. Mi riferisco ai software di geometria dinamica ed in particolar modo a GeoGebra, considerato strumento importante che favorisce e potenzia le attività di esplorazione e osservazione. Questo software consente di visualizzare in modo dinamico figure geometriche e concetti, esplorare trasformazioni e relazioni in modo immediato e completamente interattivo, stimolando l’attenzione e l’interesse degli studenti. Il lavoro prevede la sperimentazione in due classi prime di scuola secondaria di secondo grado sulla didattica dei prodotti notevoli. Nella Classe A l’argomento verrà presentato utilizzando i metodi attivi ispirati dal lavoro di Emma Castelnuovo, mentre nella Classe B lo stesso argomento verrà introdotto utilizzando strumenti digitali. Agli studenti verrà somministrato un test finale per analizzare i risultati ottenuti: i dati raccolti, sia quantitativi che qualitativi, saranno poi analizzati e confrontati per rilevare eventuali differenze, punti di forza, difficoltà e potenzialità. Per svolgere queste attività, ho avuto il supporto del Liceo “Enrico Medi” di Villafranca di Verona, dove la dirigenza ed i colleghi hanno incoraggiato questo mio progetto.

Costruire i prodotti notevoli: un confronto tra metodologie laboratoriali e tecnologie digitali nella scuola secondaria di secondo grado.

MARTINELLI, CARLO
2024/2025

Abstract

Da decenni ci si interroga sulle metodologie migliori e più efficaci affinché i giovani apprendano la matematica. Questo studio non pretende di dare una risposta a questa domanda, ma solamente di presentare la mia esperienza di sperimentazione sulla didattica della matematica all’interno di due classi prime della scuola secondaria di secondo grado. L’argomento di questo studio riguarda il metodo più efficace di insegnare i prodotti notevoli paragonando i metodi più attivi e basati sull’utilizzo di materiale manipolabile, della professoressa Emma Castelnuovo, a metodologie che utilizzano software didattici moderni come GeoGebra. Da questo studio mi aspetto che, a quest’età, circa 13-14 anni, gli studenti possano apprezzare di più il metodo attivo della Castelnuovo, piuttosto che metodi e spiegazioni che utilizzano le moderne tecnologie, come invece potrebbero fare studenti più grandi. La matematica all’interno della scuola secondaria di secondo grado non è rilevante solamente quando gli studenti apprendono le conoscenze e le abilità collegate strettamente alla disciplina, ma serve soprattutto per preparare gli studenti e le loro menti al domani. Attraverso la matematica abbiamo lo sviluppo di capacità logiche, di problem solving e di ragionamento astratto da parte degli studenti. Per questa ragione, scegliere il giusto approccio per presentare, insegnare e trasmettere i concetti collegati alla matematica è molto rilevante, poiché determina la motivazione degli studenti, il loro coinvolgimento ed impegno, determinando di conseguenza la loro capacità di capire e interiorizzare i concetti. In questo scenario si colloca il presente lavoro, che intende indagare in maniera sperimentale l’efficacia di due approcci differenti all’insegnamento. Da un lato, si prenderanno in considerazione come fulcro alcuni spunti didattici di Emma Castelnuovo, figura di rilievo nella ricerca della didattica della matematica del Novecento, che ha proposto un insegnamento fondato sull’uso di materiali concreti, sull’osservazione diretta della realtà e su attività manuali e sperimentali. Il suo approccio è ancora molto attuale per la sua attenzione alla concretezza e alla formazione intuitiva degli studenti, promuovendo una partecipazione attiva direttamente collegata all’idea del laboratorio di matematica che verrà proposto in classe. Dall’altro lato, invece di proporre la manipolazione di materiale fisico, si proporrà agli studenti la manipolazione di figure geometriche in modalità digitale, utilizzando come strumenti didattici le nuove tecnologie digitali che oggi l’insegnante ha a sua disposizione. Mi riferisco ai software di geometria dinamica ed in particolar modo a GeoGebra, considerato strumento importante che favorisce e potenzia le attività di esplorazione e osservazione. Questo software consente di visualizzare in modo dinamico figure geometriche e concetti, esplorare trasformazioni e relazioni in modo immediato e completamente interattivo, stimolando l’attenzione e l’interesse degli studenti. Il lavoro prevede la sperimentazione in due classi prime di scuola secondaria di secondo grado sulla didattica dei prodotti notevoli. Nella Classe A l’argomento verrà presentato utilizzando i metodi attivi ispirati dal lavoro di Emma Castelnuovo, mentre nella Classe B lo stesso argomento verrà introdotto utilizzando strumenti digitali. Agli studenti verrà somministrato un test finale per analizzare i risultati ottenuti: i dati raccolti, sia quantitativi che qualitativi, saranno poi analizzati e confrontati per rilevare eventuali differenze, punti di forza, difficoltà e potenzialità. Per svolgere queste attività, ho avuto il supporto del Liceo “Enrico Medi” di Villafranca di Verona, dove la dirigenza ed i colleghi hanno incoraggiato questo mio progetto.
2024
Castelnuovo
Geogebra
Prodotti Notevoli
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