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Il presente elaborato analizza il rapporto tra scrittura e identità nelle poetiche di Annie Ernaux ed Elena Ferrante, mettendo in luce come, attraverso modalità differenti, la narrazione dell’esperienza personale diventi per entrambe le autrici uno strumento di conoscenza e trasformazione del sé. Il primo capitolo ha una funzione introduttiva ed è dedicato alla presentazione delle due autrici. Per quanto riguarda Annie Ernaux, si parte dalla descrizione delle sue origini sociali, della sua formazione e della condizione di transfuge de classe, elementi strettamente connessi alla sua produzione letteraria. Viene inoltre ricostruito il percorso che ha condotto alla definizione del suo progetto letterario e vengono infine presentate le opere principali e i nuclei tematici che attraversano la sua produzione letteraria. In assenza di dati biografici certi, la questione biografica di Elena Ferrante viene affrontata a partire dalla scelta dell’anonimato e dalle diverse funzioni che tale scelta assume. Vengono inoltre analizzati la presenza dell’autrice nel panorama letterario italiano contemporaneo, i tratti fondamentali della sua poetica — definibile come una “poetica della frattura” —, la questione linguistica e le opere e i temi più rilevanti della sua produzione. Il secondo capitolo indaga il legame tra identità e scrittura nelle rispettive poetiche, mostrando come entrambe le autrici concepiscano la scrittura come un processo di esplorazione e costruzione della soggettività. Attraverso l’analisi delle riflessioni delle scrittrici sul proprio lavoro letterario emergono alcune significative convergenze tra le due poetiche: la scrittura come necessità esistenziale, come spazio di assoluta libertà creativa e come possibilità di accesso a una forma di verità dell’esperienza. Infine, il terzo capitolo si concentra sull’analisi comparata di Passion simple (1991) di Annie Ernaux e di I giorni dell’abbandono (2002) di Elena Ferrante. In queste opere, il trauma dell’abbandono amoroso provoca una profonda crisi dell’io femminile, che attraversa una fase di disgregazione e perdita di sé. Il capitolo mira a illustrare come, attraverso la scrittura, questa esperienza di crisi identitaria venga progressivamente elaborata e trasformata in una forma narrativa che consente al soggetto di ricostruire e ridefinire la propria identità.
"Mais à quoi bon écrire si ce n’est pour désenfouir des choses". Scrittura e trasformazione dell’identità femminile in Annie Ernaux ed Elena Ferrante
DI GUIDA, ALESSIA
2024/2025
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https://hdl.handle.net/20.500.14251/5884