La tesi analizza in chiave comparativa il pensiero e le biografie di Alexander Langer e Tiziano Terzani, assumendo la convivenza come filo conduttore tra ecologia, nonviolenza e critica dei processi di disumanizzazione. Il lavoro ricostruisce innanzitutto le traiettorie biografiche dei due autori, mostrando come l’esperienza concreta dei luoghi – dal Sudtirolo plurilingue alla Firenze popolare, dall’Asia ai Balcani in guerra – plasmi uno sguardo attento ai conflitti e refrattario alle identità rigide. Su questo sfondo, il terzo capitolo mette a fuoco la “conversione ecologica” come svolta etica e pratica che rompe il dualismo uomo/natura: in Langer attraverso le nozioni di eco‑debito, autolimitazione e critica dello sviluppo in‑sostenibile; in Terzani attraverso la scoperta, in India e sull’Himalaya, di una continuità tra tutte le forme di vita e della povertà spirituale di un progresso ridotto a crescita materiale. Il quarto capitolo sviluppa la “conversione alla convivenza” nei rapporti interumani, interrogando il nesso tra propaganda e disumanizzazione del nemico – dalle gabbie etniche sudtirolesi al linguaggio di guerra in Vietnam – e mostrando come entrambi gli autori tentino di spezzare la logica del “noi/loro” diventando traduttori del mondo degli altri all’interno del proprio contesto.
Alexander Langer e Tiziano Terzani: in cammino per una convivenza possibile Ecologia, nonviolenza e critica dei processi di disumanizzazione
PANIZZA, SAMUELE
2024/2025
Abstract
La tesi analizza in chiave comparativa il pensiero e le biografie di Alexander Langer e Tiziano Terzani, assumendo la convivenza come filo conduttore tra ecologia, nonviolenza e critica dei processi di disumanizzazione. Il lavoro ricostruisce innanzitutto le traiettorie biografiche dei due autori, mostrando come l’esperienza concreta dei luoghi – dal Sudtirolo plurilingue alla Firenze popolare, dall’Asia ai Balcani in guerra – plasmi uno sguardo attento ai conflitti e refrattario alle identità rigide. Su questo sfondo, il terzo capitolo mette a fuoco la “conversione ecologica” come svolta etica e pratica che rompe il dualismo uomo/natura: in Langer attraverso le nozioni di eco‑debito, autolimitazione e critica dello sviluppo in‑sostenibile; in Terzani attraverso la scoperta, in India e sull’Himalaya, di una continuità tra tutte le forme di vita e della povertà spirituale di un progresso ridotto a crescita materiale. Il quarto capitolo sviluppa la “conversione alla convivenza” nei rapporti interumani, interrogando il nesso tra propaganda e disumanizzazione del nemico – dalle gabbie etniche sudtirolesi al linguaggio di guerra in Vietnam – e mostrando come entrambi gli autori tentino di spezzare la logica del “noi/loro” diventando traduttori del mondo degli altri all’interno del proprio contesto.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14251/6022