La presente ricerca ricostruisce la storia della scuola elementare di Minozzo, nell'Appennino reggiano, nel periodo compreso tra il 1945 e il 1962, con l'obiettivo di comprendere come un'istituzione scolastica periferica abbia sperimentato e interpretato le trasformazioni del sistema educativo italiano nel secondo dopoguerra. In un contesto segnato da isolamento geografico, difficoltà economiche e conseguenze del conflitto bellico, la scuola rappresentava spesso l'unico presidio culturale e formativo per la comunità locale. La ricerca muove da una duplice domanda: come si organizzava e funzionava concretamente la scuola in un contesto montano, e come tale esperienza è stata vissuta e interiorizzata dai suoi protagonisti. Dal punto di vista metodologico, lo studio adotta un approccio storico-educativo di tipo qualitativo, fondato sull'integrazione tra fonti documentali d'archivio e testimonianze orali. Sono state raccolte 21 interviste semistrutturate a ex alunni, selezionati tramite campionamento ragionato e successivamente ampliato attraverso reti relazionali, al fine di garantire una pluralità di prospettive generazionali e biografiche. Le testimonianze sono state analizzate secondo una logica tematica e interpretativa, in dialogo costante con la documentazione storica. I risultati mostrano come, nonostante condizioni materiali spesso precarie, la scuola abbia svolto un ruolo centrale nella vita della comunità, non solo sul piano educativo ma anche sociale e identitario. Le fonti orali restituiscono un'immagine complessivamente positiva dell'esperienza scolastica, in cui la qualità delle relazioni educative, in particolare con i maestri, emerge come elemento determinante nella formazione dei ricordi e nella valutazione retrospettiva dell'istituzione. La ricerca mette inoltre in luce la tensione tra lingua italiana e dialetto, vissuta come passaggio formativo significativo e talvolta conflittuale, e l'intreccio tra scuola, famiglia e lavoro tipico dell'infanzia rurale del dopoguerra. Un aspetto di particolare rilievo riguarda il contributo della scuola alla costruzione di una memoria collettiva condivisa e al consolidamento dell'identità locale. Il lavoro si inserisce nel filone della storia dell'educazione "dal basso", offrendo un caso di studio su un contesto fino ad oggi poco esplorato dalla storiografia e contribuendo a problematizzare il rapporto tra centro e periferia nei processi di modernizzazione del sistema scolastico italiano del dopoguerra.

La scuola elementare di Minozzo (1945 - 1962): un'indagine di storia locale. Voci e memorie dell'Appennino reggiano nel secondo dopoguerra

CHIARABINI, ANNA
2025/2026

Abstract

La presente ricerca ricostruisce la storia della scuola elementare di Minozzo, nell'Appennino reggiano, nel periodo compreso tra il 1945 e il 1962, con l'obiettivo di comprendere come un'istituzione scolastica periferica abbia sperimentato e interpretato le trasformazioni del sistema educativo italiano nel secondo dopoguerra. In un contesto segnato da isolamento geografico, difficoltà economiche e conseguenze del conflitto bellico, la scuola rappresentava spesso l'unico presidio culturale e formativo per la comunità locale. La ricerca muove da una duplice domanda: come si organizzava e funzionava concretamente la scuola in un contesto montano, e come tale esperienza è stata vissuta e interiorizzata dai suoi protagonisti. Dal punto di vista metodologico, lo studio adotta un approccio storico-educativo di tipo qualitativo, fondato sull'integrazione tra fonti documentali d'archivio e testimonianze orali. Sono state raccolte 21 interviste semistrutturate a ex alunni, selezionati tramite campionamento ragionato e successivamente ampliato attraverso reti relazionali, al fine di garantire una pluralità di prospettive generazionali e biografiche. Le testimonianze sono state analizzate secondo una logica tematica e interpretativa, in dialogo costante con la documentazione storica. I risultati mostrano come, nonostante condizioni materiali spesso precarie, la scuola abbia svolto un ruolo centrale nella vita della comunità, non solo sul piano educativo ma anche sociale e identitario. Le fonti orali restituiscono un'immagine complessivamente positiva dell'esperienza scolastica, in cui la qualità delle relazioni educative, in particolare con i maestri, emerge come elemento determinante nella formazione dei ricordi e nella valutazione retrospettiva dell'istituzione. La ricerca mette inoltre in luce la tensione tra lingua italiana e dialetto, vissuta come passaggio formativo significativo e talvolta conflittuale, e l'intreccio tra scuola, famiglia e lavoro tipico dell'infanzia rurale del dopoguerra. Un aspetto di particolare rilievo riguarda il contributo della scuola alla costruzione di una memoria collettiva condivisa e al consolidamento dell'identità locale. Il lavoro si inserisce nel filone della storia dell'educazione "dal basso", offrendo un caso di studio su un contesto fino ad oggi poco esplorato dalla storiografia e contribuendo a problematizzare il rapporto tra centro e periferia nei processi di modernizzazione del sistema scolastico italiano del dopoguerra.
2025
scuola elementare
storia orale
secondo dopoguerra
Appennino reggiano
storia della scuola
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14251/6641