Introduzione. L’artroplastica totale inversa di spalla altera in modo sostanziale la ci-nematica del ritmo scapolo-omerale, determinando in una percentuale dei pazienti una modifica dello schema di attivazione del cingolo scapolare al fine di ripristinare un’elevazione dell’arto idonea a permettere i principali movimenti di vita quotidiana. Il ruolo del compenso scapolo-toracico e i suoi limiti intrinseci costituiscono un ambi-to di indagine recente, la cui comprensione può fornire allo specialista ortopedico un vantaggio nell’individuazione dei soggetti più propensi a maturare risultati - dal punto di vista dell’escursione articolare - meno soddisfacenti, prevenendo in tal modo lo sviluppo di compensi sbagliati tramite una selezione mirata degli esercizi riabilitativi, sia nel pre che nel post-operatorio. Scopo. Verificare e quantificare l'entità del compenso scapolo-toracico in pazienti sottoposti ad artroplastica inversa di spalla con tecnica navigata (nRTSA), confrontando il comportamento scapolare di soggetti con diverso esito di escursione articolare post-operatoria. A tal fine l'indagine si è articolata su più livelli: l'analisi globale delle curve cinematiche; il confronto statistico tra i due gruppi di escursione articolare condotto alle ampiezze omerali crescenti di 30°, 60° e 90°; infine, la valutazione dell'influenza esercitata da alcune variabili cliniche e demografiche, potenzialmente in grado di spiegare parte della variabilità degli outcome osservati. Materiali e metodi. Sono stati arruolati 33 pazienti (17 femmine, 16 maschi) sottoposti a protesi inversa di spalla dal medesimo operatore tra la fine di gennaio 2024 e la prima metà di gennaio 2026; in tutti i casi ci siamo serviti di un impianto Equinoxe® Reverse Shoulder System (Advita) e sistema di navigazione AdvitaGPS®. La valuta-zione clinica post-operatoria (avvenuta tra marzo e aprile 2026) ha incluso i questionari Constant-Murley Score e QuickDASH, il grado di soddisfazione e il numero di sedute di fisioterapia. L’analisi cinematica tridimensionale della scapolo-omerale e della scapolo-toracica è stata condotta mediante sensori inerziali Showmotion™, capaci di analizzare e scomporre il movimento scapolare nei tre piani — protrazione/retrazione, rotazione up/down e tilt anteriore/posteriore — durante i quattro movimenti principali concessi della spalla: flesso-estensione, abduzione-adduzione, extrarotazione a braccio addotto e rotazione con braccio abdotto a 90°. I pazienti sono stati suddivisi in due gruppi sulla base dell’escursione articolare raggiunta (escursione articolare soddisfacente, n=20; escursione articolare limitata, n=13). Risultati. Il confronto delle curve cinematiche tra i due gruppi ha evidenziato una differenza statisticamente significativa per tutti e quattro gli esercizi e in tutti e tre i piani scapolari, a conferma di un diverso pattern di compenso scapolo-toracico tra i soggetti con buon recupero articolare e quelli con escursione articolare limitata. Il confronto statistico tra i due gruppi di range di movimento, condotto per ciascun esercizio alle ampiezze omerali crescenti di 30°,60° e 90°, ha confermato tali differenze e messo in mostra modelli significativi in cui si nota un notevole coinvolgimento della componente scapolo-toracica. Le variabili demografiche e cliniche considerate (sesso, età, soddisfazione, epoca di inizio della fisioterapia e numero di sedute) non sono risultate statisticamente significative. Conclusioni. I pazienti con diverso esito di escursione articolare presentano profili di movimento scapolo-toracico significativamente differenti lungo l’intero arco del movimento. La caratterizzazione del compenso scapolare mediante analisi cinematica tri-dimensionale può quindi rappresentare uno strumento utile per individuare soggetti a rischio di un recupero lento e insoddisfacente, orientandoli quanto prima verso un per-corso riabilitativo personalizzato.
Protesi inversa navigata di spalla: studio biomeccanico mediante sensori inerziali sul contributo articolare della scapolo-toracica nell'arco di movimento globale.
MURATORI, FEDERICO
2025/2026
Abstract
Introduzione. L’artroplastica totale inversa di spalla altera in modo sostanziale la ci-nematica del ritmo scapolo-omerale, determinando in una percentuale dei pazienti una modifica dello schema di attivazione del cingolo scapolare al fine di ripristinare un’elevazione dell’arto idonea a permettere i principali movimenti di vita quotidiana. Il ruolo del compenso scapolo-toracico e i suoi limiti intrinseci costituiscono un ambi-to di indagine recente, la cui comprensione può fornire allo specialista ortopedico un vantaggio nell’individuazione dei soggetti più propensi a maturare risultati - dal punto di vista dell’escursione articolare - meno soddisfacenti, prevenendo in tal modo lo sviluppo di compensi sbagliati tramite una selezione mirata degli esercizi riabilitativi, sia nel pre che nel post-operatorio. Scopo. Verificare e quantificare l'entità del compenso scapolo-toracico in pazienti sottoposti ad artroplastica inversa di spalla con tecnica navigata (nRTSA), confrontando il comportamento scapolare di soggetti con diverso esito di escursione articolare post-operatoria. A tal fine l'indagine si è articolata su più livelli: l'analisi globale delle curve cinematiche; il confronto statistico tra i due gruppi di escursione articolare condotto alle ampiezze omerali crescenti di 30°, 60° e 90°; infine, la valutazione dell'influenza esercitata da alcune variabili cliniche e demografiche, potenzialmente in grado di spiegare parte della variabilità degli outcome osservati. Materiali e metodi. Sono stati arruolati 33 pazienti (17 femmine, 16 maschi) sottoposti a protesi inversa di spalla dal medesimo operatore tra la fine di gennaio 2024 e la prima metà di gennaio 2026; in tutti i casi ci siamo serviti di un impianto Equinoxe® Reverse Shoulder System (Advita) e sistema di navigazione AdvitaGPS®. La valuta-zione clinica post-operatoria (avvenuta tra marzo e aprile 2026) ha incluso i questionari Constant-Murley Score e QuickDASH, il grado di soddisfazione e il numero di sedute di fisioterapia. L’analisi cinematica tridimensionale della scapolo-omerale e della scapolo-toracica è stata condotta mediante sensori inerziali Showmotion™, capaci di analizzare e scomporre il movimento scapolare nei tre piani — protrazione/retrazione, rotazione up/down e tilt anteriore/posteriore — durante i quattro movimenti principali concessi della spalla: flesso-estensione, abduzione-adduzione, extrarotazione a braccio addotto e rotazione con braccio abdotto a 90°. I pazienti sono stati suddivisi in due gruppi sulla base dell’escursione articolare raggiunta (escursione articolare soddisfacente, n=20; escursione articolare limitata, n=13). Risultati. Il confronto delle curve cinematiche tra i due gruppi ha evidenziato una differenza statisticamente significativa per tutti e quattro gli esercizi e in tutti e tre i piani scapolari, a conferma di un diverso pattern di compenso scapolo-toracico tra i soggetti con buon recupero articolare e quelli con escursione articolare limitata. Il confronto statistico tra i due gruppi di range di movimento, condotto per ciascun esercizio alle ampiezze omerali crescenti di 30°,60° e 90°, ha confermato tali differenze e messo in mostra modelli significativi in cui si nota un notevole coinvolgimento della componente scapolo-toracica. Le variabili demografiche e cliniche considerate (sesso, età, soddisfazione, epoca di inizio della fisioterapia e numero di sedute) non sono risultate statisticamente significative. Conclusioni. I pazienti con diverso esito di escursione articolare presentano profili di movimento scapolo-toracico significativamente differenti lungo l’intero arco del movimento. La caratterizzazione del compenso scapolare mediante analisi cinematica tri-dimensionale può quindi rappresentare uno strumento utile per individuare soggetti a rischio di un recupero lento e insoddisfacente, orientandoli quanto prima verso un per-corso riabilitativo personalizzato.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14251/6788