La transizione tra la scuola secondaria e i corsi universitari di area scientifica è spesso ostacolata dal riemergere di difficoltà legate all’algebra di base. Questo lavoro di tesi analizza tale fenomeno adottando un approccio costruttivista alla visione dell’errore: le difficoltà in matematica non vengono interpretate come fallimento o mancanza di studio, ma come sintomo della predominanza di un apprendimento strumentale e mnemonico a sfavore di quello relazionale. L’indagine empirica è stata condotta su 188 elaborati scritti di matricole universitarie del corso di laurea in Ingegneria del veicolo (esame di Analisi Matematica I, UNIMORE), mappando gli ostacoli e le rigidità procedurali legate alla risoluzione di disequazioni e all’utilizzo del valore assoluto. L’analisi qualitativa dei dati ha permesso di evidenziare come gli studenti perdano frequentemente il controllo semantico dell’esercizio, applicando algoritmi in modo meccanico. La ricerca si chiude con la progettazione e sperimentazione di un laboratorio di autovalutazione rivolto agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado. Utilizzando l’errore come strumento di indagine, i ragazzi sono stati guidati a correggere prove universitarie simulate e a costruire nuovi quesiti soffermandosi sulle possibili risposte sbagliate che facilmente si registrerebbero. L’intervento dimostra l’efficacia della pratica metacognitiva: riflettere sulle origini dei procedimenti fallimentari permette di destrutturare in anticipo gli ostacoli didattici, favorendo una reale comprensione strutturale della disciplina.

L’errore come risorsa didattica nella transizione scuola-università: analisi delle criticità e progettazione di un laboratorio metacognitivo

FONTANELLI, TERESA
2025/2026

Abstract

La transizione tra la scuola secondaria e i corsi universitari di area scientifica è spesso ostacolata dal riemergere di difficoltà legate all’algebra di base. Questo lavoro di tesi analizza tale fenomeno adottando un approccio costruttivista alla visione dell’errore: le difficoltà in matematica non vengono interpretate come fallimento o mancanza di studio, ma come sintomo della predominanza di un apprendimento strumentale e mnemonico a sfavore di quello relazionale. L’indagine empirica è stata condotta su 188 elaborati scritti di matricole universitarie del corso di laurea in Ingegneria del veicolo (esame di Analisi Matematica I, UNIMORE), mappando gli ostacoli e le rigidità procedurali legate alla risoluzione di disequazioni e all’utilizzo del valore assoluto. L’analisi qualitativa dei dati ha permesso di evidenziare come gli studenti perdano frequentemente il controllo semantico dell’esercizio, applicando algoritmi in modo meccanico. La ricerca si chiude con la progettazione e sperimentazione di un laboratorio di autovalutazione rivolto agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado. Utilizzando l’errore come strumento di indagine, i ragazzi sono stati guidati a correggere prove universitarie simulate e a costruire nuovi quesiti soffermandosi sulle possibili risposte sbagliate che facilmente si registrerebbero. L’intervento dimostra l’efficacia della pratica metacognitiva: riflettere sulle origini dei procedimenti fallimentari permette di destrutturare in anticipo gli ostacoli didattici, favorendo una reale comprensione strutturale della disciplina.
2025
Errore
Procedura
Laboratorio
Disequazioni
Risorsa
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14251/6983