Si analizza l'evoluzione della distopia come strumento critico per interpretare la contemporaneità, prendendo in esame le origini teoriche, le declinazioni audiovisive e l'espressione più significativa del genere, nella narrativa di Margaret Atwood. Partendo dal rapporto tra utopia e distopia, l'elaborato ricostruisce il percorso storico e filosofico che ha lentamente portato alla crisi dell'idea moderna di progresso, mettendo in evidenza come la distopia sia emersa per rispondere alle contraddizioni della modernità, ai totalitarismi del Novecento e alle plurime trasformazioni tecnologiche e sociali che hanno ridefinito il rapporto tra individuo e potere. Lo studio prosegue concentrandosi sulle forme della distopia audiovisiva contemporanea, considerate uno spazio privilegiato per la rappresentazione delle inquietudini collettive. Mediante una ricognizione delle principali tipologie distopiche – dal controllo e dalla sorveglianza alle minacce tecnologiche, ecologiche e biopolitiche – si spiega come il cinema e la televisione abbiano tradotto in immagini le ansie legate alla perdita di libertà, alla manipolazione dell'identità e all'incertezza del futuro. L'ultimo capitolo è interamente dedicato a 'Il racconto dell'ancella' di Margaret Atwood e alla trasposizione audiovisiva nella forma di serie televisiva 'The Handmaid's Tale', mettendone a confronto la teoria e il simbolismo. Il romanzo viene analizzato come esempio di critical dystopia e di ustopia, concetti che permettono di superare la più tradizionale opposizione tra utopia e distopia. Attraverso l'esame delle tematiche della riproduzione, del controllo del corpo femminile, della religione e della resistenza, si documenta come l'opera di Atwood utilizzi la narrazione distopica come strumento di riflessione critica sul presente. L'analisi della serie televisiva prodotta tra il 2017 e il 2025 evidenzia la capacità della narrazione del 1985 di rinnovarsi e dialogare con le questioni politiche, sociali e culturali del XXI secolo. La ricerca intende dimostrare come la distopia contemporanea non rappresenti semplicemente una previsione del futuro, ma una modalità di interrogazione critica del presente, capace di mettere in discussione le promesse del progresso ed evidenziare le tensioni che attraversano la società moderna.

Forme della distopia contemporanea: scrittura e immagini de 'Il racconto dell'ancella' di Margaret Atwood

UGOLETTI, GAIA
2025/2026

Abstract

Si analizza l'evoluzione della distopia come strumento critico per interpretare la contemporaneità, prendendo in esame le origini teoriche, le declinazioni audiovisive e l'espressione più significativa del genere, nella narrativa di Margaret Atwood. Partendo dal rapporto tra utopia e distopia, l'elaborato ricostruisce il percorso storico e filosofico che ha lentamente portato alla crisi dell'idea moderna di progresso, mettendo in evidenza come la distopia sia emersa per rispondere alle contraddizioni della modernità, ai totalitarismi del Novecento e alle plurime trasformazioni tecnologiche e sociali che hanno ridefinito il rapporto tra individuo e potere. Lo studio prosegue concentrandosi sulle forme della distopia audiovisiva contemporanea, considerate uno spazio privilegiato per la rappresentazione delle inquietudini collettive. Mediante una ricognizione delle principali tipologie distopiche – dal controllo e dalla sorveglianza alle minacce tecnologiche, ecologiche e biopolitiche – si spiega come il cinema e la televisione abbiano tradotto in immagini le ansie legate alla perdita di libertà, alla manipolazione dell'identità e all'incertezza del futuro. L'ultimo capitolo è interamente dedicato a 'Il racconto dell'ancella' di Margaret Atwood e alla trasposizione audiovisiva nella forma di serie televisiva 'The Handmaid's Tale', mettendone a confronto la teoria e il simbolismo. Il romanzo viene analizzato come esempio di critical dystopia e di ustopia, concetti che permettono di superare la più tradizionale opposizione tra utopia e distopia. Attraverso l'esame delle tematiche della riproduzione, del controllo del corpo femminile, della religione e della resistenza, si documenta come l'opera di Atwood utilizzi la narrazione distopica come strumento di riflessione critica sul presente. L'analisi della serie televisiva prodotta tra il 2017 e il 2025 evidenzia la capacità della narrazione del 1985 di rinnovarsi e dialogare con le questioni politiche, sociali e culturali del XXI secolo. La ricerca intende dimostrare come la distopia contemporanea non rappresenti semplicemente una previsione del futuro, ma una modalità di interrogazione critica del presente, capace di mettere in discussione le promesse del progresso ed evidenziare le tensioni che attraversano la società moderna.
2025
Distopia
Critical dystopia
Crisi del progresso
Margaret Atwood
Controllo sociale
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14251/7021