Il presente lavoro di ricerca analizza l’evoluzione della retorica del “Male” all’interno dei sussidiari di storia dedicati prevalentemente alla scuola elementare tra il 1875 e il 1979, adottando una prospettiva di lungo periodo. L’ indagine muove dall’ ipotesi che il manuale scolastico costituisca non soltanto uno strumento didattico, ma anche un prodotto culturale strettamente connesso ai valori, agli orientamenti pedagogici e ai contesti politico-istituzionali delle diverse epoche. L’ obiettivo della ricerca è individuare e interpretare i modelli narrativi, le strategie comunicative e le mediazioni ideologiche attraverso cui i testi scolastici hanno rappresentato personaggi, gruppi ed eventi associati alla dimensione del “Male” nella memoria collettiva. Dal punto di vista della metodologia, la ricerca si colloca nell’ambito della moderna didattica della storia. L’analisi si fonda sui concetti di coscienza storica di Jörn Rüsen, di storia come ricerca di Ivo Mattozzi e sulla «cassetta degli attrezzi» teorizzata da Antonio Brusa. Dal punto di vista operativo, lo studio è stato condotto sul campo attraverso il recupero e l'esame diretto di fonti primarie originali, consultate in buona parte presso il Museo della Scuola di Guastalla e rintracciate in parte all'interno di biblioteche storiche, archivi e risorse online. L’indagine ha preso in esame sia la forma e il contenuto del testo scritto, sia l'apparato iconografico e strutturale delle pagine, evidenziando il profondo legame tra la materialità del libro e l'intenzionalità pedagogica delle diverse epoche. Il percorso si articola in quattro capitoli. Dopo la definizione del quadro teorico, la ricerca si sviluppa attorno a tre grandi nuclei tematici. Il primo blocco analizza il “tiranno antico” attraverso la figura di Nerone, evidenziando il passaggio dal male morale e biografico dell'Ottocento alla strumentalizzazione imperiale fascista, fino alla drastica riduzione del suo spazio nei testi del dopoguerra. Il secondo nucleo affronta il “nemico collettivo” e la rappresentazione delle popolazioni barbariche. I testi ottocenteschi deumanizzano l'invasore, il fascismo costringe tali popolazioni a piegarsi davanti al mito della razza romana, mentre la manualistica post-fascista avvia un lento percorso di normalizzazione storiografica e antropologica, trasformando il barbaro in nomade e inserendo la caduta di Roma in una crisi istituzionale dello Stato. L'ultimo nucleo affronta il fascismo e la Seconda Guerra Mondiale. I sussidiari del primo dopoguerra scelgono inizialmente la via del silenzio e dell'omissione protettiva. Questa tendenza trasmissiva viene superata solo con i manuali del 1979, dove il paradigma democratico si compie offrendo strumenti espliciti per comprendere criticamente la dittatura e la perdita della libertà. I risultati mostrano come i sussidiari scolastici riflettano le trasformazioni culturali, pedagogiche e politiche della società italiana, contribuendo alla costruzione di specifiche interpretazioni del passato. La ricerca evidenzia inoltre le potenzialità didattiche dell’ utilizzo dei manuali storici come fonti, proponendo un approccio fondato sull’ analisi critica dei testi. Attraverso un approccio operativo basato sul metodo delle 4R di Brusa, i bambini possono essere guidati a interrogare i testi e a scoprire i meccanismi di costruzione del racconto storico. Questo orientamento realizza il valore civile della pluriprospettività, educando gli alunni al dubbio e all'autonomia di giudizio. In un presente dominato dalla sovrabbondanza informativa, la capacità di analizzare criticamente una fonte diventa una competenza vitale per formare cittadini consapevoli e liberi da condizionamenti ideologici.

L’evoluzione della retorica del “Male”: Analisi comparativa sui manuali di storia e la formazione del senso critico (1875-1979)

VERONI, LORENZO
2025/2026

Abstract

Il presente lavoro di ricerca analizza l’evoluzione della retorica del “Male” all’interno dei sussidiari di storia dedicati prevalentemente alla scuola elementare tra il 1875 e il 1979, adottando una prospettiva di lungo periodo. L’ indagine muove dall’ ipotesi che il manuale scolastico costituisca non soltanto uno strumento didattico, ma anche un prodotto culturale strettamente connesso ai valori, agli orientamenti pedagogici e ai contesti politico-istituzionali delle diverse epoche. L’ obiettivo della ricerca è individuare e interpretare i modelli narrativi, le strategie comunicative e le mediazioni ideologiche attraverso cui i testi scolastici hanno rappresentato personaggi, gruppi ed eventi associati alla dimensione del “Male” nella memoria collettiva. Dal punto di vista della metodologia, la ricerca si colloca nell’ambito della moderna didattica della storia. L’analisi si fonda sui concetti di coscienza storica di Jörn Rüsen, di storia come ricerca di Ivo Mattozzi e sulla «cassetta degli attrezzi» teorizzata da Antonio Brusa. Dal punto di vista operativo, lo studio è stato condotto sul campo attraverso il recupero e l'esame diretto di fonti primarie originali, consultate in buona parte presso il Museo della Scuola di Guastalla e rintracciate in parte all'interno di biblioteche storiche, archivi e risorse online. L’indagine ha preso in esame sia la forma e il contenuto del testo scritto, sia l'apparato iconografico e strutturale delle pagine, evidenziando il profondo legame tra la materialità del libro e l'intenzionalità pedagogica delle diverse epoche. Il percorso si articola in quattro capitoli. Dopo la definizione del quadro teorico, la ricerca si sviluppa attorno a tre grandi nuclei tematici. Il primo blocco analizza il “tiranno antico” attraverso la figura di Nerone, evidenziando il passaggio dal male morale e biografico dell'Ottocento alla strumentalizzazione imperiale fascista, fino alla drastica riduzione del suo spazio nei testi del dopoguerra. Il secondo nucleo affronta il “nemico collettivo” e la rappresentazione delle popolazioni barbariche. I testi ottocenteschi deumanizzano l'invasore, il fascismo costringe tali popolazioni a piegarsi davanti al mito della razza romana, mentre la manualistica post-fascista avvia un lento percorso di normalizzazione storiografica e antropologica, trasformando il barbaro in nomade e inserendo la caduta di Roma in una crisi istituzionale dello Stato. L'ultimo nucleo affronta il fascismo e la Seconda Guerra Mondiale. I sussidiari del primo dopoguerra scelgono inizialmente la via del silenzio e dell'omissione protettiva. Questa tendenza trasmissiva viene superata solo con i manuali del 1979, dove il paradigma democratico si compie offrendo strumenti espliciti per comprendere criticamente la dittatura e la perdita della libertà. I risultati mostrano come i sussidiari scolastici riflettano le trasformazioni culturali, pedagogiche e politiche della società italiana, contribuendo alla costruzione di specifiche interpretazioni del passato. La ricerca evidenzia inoltre le potenzialità didattiche dell’ utilizzo dei manuali storici come fonti, proponendo un approccio fondato sull’ analisi critica dei testi. Attraverso un approccio operativo basato sul metodo delle 4R di Brusa, i bambini possono essere guidati a interrogare i testi e a scoprire i meccanismi di costruzione del racconto storico. Questo orientamento realizza il valore civile della pluriprospettività, educando gli alunni al dubbio e all'autonomia di giudizio. In un presente dominato dalla sovrabbondanza informativa, la capacità di analizzare criticamente una fonte diventa una competenza vitale per formare cittadini consapevoli e liberi da condizionamenti ideologici.
2025
Senso critico
Manuali scolastici
Retorica del "male"
Pluriprospettività
Analisi comparativa
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