Negli ultimi anni il tema della sostenibilità ambientale ha assunto un ruolo sempre più centrale nelle politiche dell’Unione Europea, soprattutto per quanto riguarda la gestione dei rifiuti e l’utilizzo delle risorse. In questo contesto, il packaging alimentare è diventato uno degli ambiti più discussi, sia per l’impatto che ha in termini di produzione di rifiuti, sia perché rappresenta un settore in cui è concretamente possibile intervenire per migliorare riciclabilità dei packaging alimentari e il riciclo. A livello normativo, in UE, il punto di partenza è rappresentato dalla Direttiva 94/62/CE, che ha introdotto i principi fondamentali legati alla prevenzione, al riutilizzo e al riciclo degli imballaggi. Tuttavia, nel tempo sono emersi alcuni limiti, legati soprattutto alla scarsa uniformità di applicazione tra i diversi Stati membri. Per questo motivo, negli anni più recenti, l’Unione Europea ha progressivamente aggiornato il proprio approccio, introducendo obiettivi più concreti e spingendo sempre di più verso l’utilizzo di materiali riciclati e verso una maggiore riciclabilità degli imballaggi. Anche a livello nazionale si è assistito a un’evoluzione in questa direzione. In Italia, accanto al recepimento delle direttive europee, sono stati introdotti strumenti normativi e tecnici sempre più specifici che, pur con alcuni limiti, cercano di fornire criteri più concreti per valutare e gestire il fine vita degli imballaggi. Nel settore enologico e in particolare quello degli additivi si trova in una posizione un po’ complessa. Da un lato ci sono requisiti molto stringenti legati alla performance che devono mantenere i prodotti imballati, che deve essere garantita per lunghi periodi di tempo, dall’altro cresce la necessità di utilizzare packaging che possano essere facilmente riciclati, cercando di ridurre l’utilizzo di materiali non riciclabili. Il presente elaborato nasce proprio all’interno di questo contesto. Il lavoro si è sviluppato attraverso un iniziale analisi normativa e una successiva attività più applicativa, svolta in collaborazione con un’azienda del settore, l’HTS Enologia. In particolare, sono state condotte prove di laboratorio con l’obiettivo di verificare la possibilità di sostituire packaging attualmente in uso, con soluzioni alternative che risultassero più compatibili con i processi di riciclo e che non peggiorassero le performance del prodotto compromettendo la shelf-life dello stesso. Si tratta quindi di un tentativo concreto, anche se circoscritto, di avvicinare quanto previsto dalla normativa a una possibile applicazione reale. L’idea di fondo non è solo quella di analizzare il problema, ma di provare a individuare soluzioni praticabili, che possano rappresentare un primo passo verso un miglioramento effettivo del packaging utilizzato nel settore.
RICICLABILITÀ DEGLI IMBALLAGGI: FOCUS SUL PACKAGING PER PRODOTTI ENOLOGICI
SFERRUZZA, ANDREA
2025/2026
Abstract
Negli ultimi anni il tema della sostenibilità ambientale ha assunto un ruolo sempre più centrale nelle politiche dell’Unione Europea, soprattutto per quanto riguarda la gestione dei rifiuti e l’utilizzo delle risorse. In questo contesto, il packaging alimentare è diventato uno degli ambiti più discussi, sia per l’impatto che ha in termini di produzione di rifiuti, sia perché rappresenta un settore in cui è concretamente possibile intervenire per migliorare riciclabilità dei packaging alimentari e il riciclo. A livello normativo, in UE, il punto di partenza è rappresentato dalla Direttiva 94/62/CE, che ha introdotto i principi fondamentali legati alla prevenzione, al riutilizzo e al riciclo degli imballaggi. Tuttavia, nel tempo sono emersi alcuni limiti, legati soprattutto alla scarsa uniformità di applicazione tra i diversi Stati membri. Per questo motivo, negli anni più recenti, l’Unione Europea ha progressivamente aggiornato il proprio approccio, introducendo obiettivi più concreti e spingendo sempre di più verso l’utilizzo di materiali riciclati e verso una maggiore riciclabilità degli imballaggi. Anche a livello nazionale si è assistito a un’evoluzione in questa direzione. In Italia, accanto al recepimento delle direttive europee, sono stati introdotti strumenti normativi e tecnici sempre più specifici che, pur con alcuni limiti, cercano di fornire criteri più concreti per valutare e gestire il fine vita degli imballaggi. Nel settore enologico e in particolare quello degli additivi si trova in una posizione un po’ complessa. Da un lato ci sono requisiti molto stringenti legati alla performance che devono mantenere i prodotti imballati, che deve essere garantita per lunghi periodi di tempo, dall’altro cresce la necessità di utilizzare packaging che possano essere facilmente riciclati, cercando di ridurre l’utilizzo di materiali non riciclabili. Il presente elaborato nasce proprio all’interno di questo contesto. Il lavoro si è sviluppato attraverso un iniziale analisi normativa e una successiva attività più applicativa, svolta in collaborazione con un’azienda del settore, l’HTS Enologia. In particolare, sono state condotte prove di laboratorio con l’obiettivo di verificare la possibilità di sostituire packaging attualmente in uso, con soluzioni alternative che risultassero più compatibili con i processi di riciclo e che non peggiorassero le performance del prodotto compromettendo la shelf-life dello stesso. Si tratta quindi di un tentativo concreto, anche se circoscritto, di avvicinare quanto previsto dalla normativa a una possibile applicazione reale. L’idea di fondo non è solo quella di analizzare il problema, ma di provare a individuare soluzioni praticabili, che possano rappresentare un primo passo verso un miglioramento effettivo del packaging utilizzato nel settore.| File | Dimensione | Formato | |
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