L'elaborato indaga i processi identitari adolescenziali nei contesti digitali da una prospettiva pedagogica critica informata dalla Queer Media Education di Salvatore Messina (2025), con particolare attenzione ai vissuti di adolescenti e giovani queer nel contesto italiano. Il lavoro muove dall'ipotesi che i media digitali costituiscano uno dei principali ambienti in cui l3 adolescenti costruiscono, negoziano e rendono dicibile la propria identità, assumendo maggiore rilevanza nel caso di soggettività non normative dal punto di vista di genere e sessualità. In questa cornice, il dispositivo pedagogico della Queer Media Education viene assunto come strumento per leggere criticamente l'intreccio tra alfabeti queer, pratiche mediali e processi educativi, interrogando la presunta neutralità della scuola e dei media rispetto alle norme di genere e sessualità. Nel primo capitolo, vengono ricostruiti diacronicamente i discorsi su sesso, genere e sessualità, i movimenti LGBTQIA+ e le teorie queer, focalizzandosi sulla prospettiva costruttivista di autor3 come Michel Foucault e Judith Butler. Il secondo capitolo approfondisce il rapporto tra adolescenza, processi identitari e media digitali, mostrando come gli spazi online agiscano al tempo stesso come laboratori di sperimentazione del sé, luoghi di riconoscimento comunitario e ambienti segnati da nuove forme di sorveglianza, discriminazione e di logiche algoritmiche gerarchice. Il terzo capitolo presenta la Queer Media Education come impianto pedagogico critico che intreccia Media Education, pedagogia queer e pedagogia critica freiriana, e ne discute la traduzione operativa nel modello Q.U.A.K.E. (Messina, 2025), articolato lungo le dimensioni Queer, Underground/Unlearning, Affective, Knowledge ed Emancipatory. Il quarto capitolo mette in dialogo il quadro teorico con una ricerca qualitativa condotta tramite interviste semi-strutturate a sette giovani queer della provincia di Lecco, con l'obiettivo di esplorare il ruolo di spazi e rappresentazioni queer nei media nei loro processi di auto-narrazione identitaria e di confrontare tali vissuti con le esperienze nei contesti educativi formali. L'analisi discorsiva delle interviste, guidata dalle dimensioni del modello Q.U.A.K.E., evidenzia da un lato la persistenza della scuola come dispositivo di genere binario ed eteronormativo, dall'altro la centralità dei contesti digitali come luoghi informali di apprendimento, riconoscimento e cura, seppur segnati da ambivalenze. Dalle interviste vengono estrapolate specifiche traiettorie educative, tra cui ambienti scolastici in cui le identità queer siano nominate senza essere patologizzate e percorsi di Media Education capaci di problematizzare algoritmi e rappresentazioni. In conclusione, la tesi propone di assumere la Queer Media Education come risorsa pedagogica per ripensare la formazione di docenti ed educator3 nell'era post-mediale e per progettare percorsi educativi che lavorino attivamente sulla trasformazione delle condizioni di intelligibilità, riconoscimento e vivibilità dei percorsi identitari adolescenziali tra contesti digitali e scolastici.

Processi identitari adolescenziali tra contesti digitali e formali. La prospettiva pedagogica critica della Queer Media Education.

CATTANEO, GIULIA
2025/2026

Abstract

L'elaborato indaga i processi identitari adolescenziali nei contesti digitali da una prospettiva pedagogica critica informata dalla Queer Media Education di Salvatore Messina (2025), con particolare attenzione ai vissuti di adolescenti e giovani queer nel contesto italiano. Il lavoro muove dall'ipotesi che i media digitali costituiscano uno dei principali ambienti in cui l3 adolescenti costruiscono, negoziano e rendono dicibile la propria identità, assumendo maggiore rilevanza nel caso di soggettività non normative dal punto di vista di genere e sessualità. In questa cornice, il dispositivo pedagogico della Queer Media Education viene assunto come strumento per leggere criticamente l'intreccio tra alfabeti queer, pratiche mediali e processi educativi, interrogando la presunta neutralità della scuola e dei media rispetto alle norme di genere e sessualità. Nel primo capitolo, vengono ricostruiti diacronicamente i discorsi su sesso, genere e sessualità, i movimenti LGBTQIA+ e le teorie queer, focalizzandosi sulla prospettiva costruttivista di autor3 come Michel Foucault e Judith Butler. Il secondo capitolo approfondisce il rapporto tra adolescenza, processi identitari e media digitali, mostrando come gli spazi online agiscano al tempo stesso come laboratori di sperimentazione del sé, luoghi di riconoscimento comunitario e ambienti segnati da nuove forme di sorveglianza, discriminazione e di logiche algoritmiche gerarchice. Il terzo capitolo presenta la Queer Media Education come impianto pedagogico critico che intreccia Media Education, pedagogia queer e pedagogia critica freiriana, e ne discute la traduzione operativa nel modello Q.U.A.K.E. (Messina, 2025), articolato lungo le dimensioni Queer, Underground/Unlearning, Affective, Knowledge ed Emancipatory. Il quarto capitolo mette in dialogo il quadro teorico con una ricerca qualitativa condotta tramite interviste semi-strutturate a sette giovani queer della provincia di Lecco, con l'obiettivo di esplorare il ruolo di spazi e rappresentazioni queer nei media nei loro processi di auto-narrazione identitaria e di confrontare tali vissuti con le esperienze nei contesti educativi formali. L'analisi discorsiva delle interviste, guidata dalle dimensioni del modello Q.U.A.K.E., evidenzia da un lato la persistenza della scuola come dispositivo di genere binario ed eteronormativo, dall'altro la centralità dei contesti digitali come luoghi informali di apprendimento, riconoscimento e cura, seppur segnati da ambivalenze. Dalle interviste vengono estrapolate specifiche traiettorie educative, tra cui ambienti scolastici in cui le identità queer siano nominate senza essere patologizzate e percorsi di Media Education capaci di problematizzare algoritmi e rappresentazioni. In conclusione, la tesi propone di assumere la Queer Media Education come risorsa pedagogica per ripensare la formazione di docenti ed educator3 nell'era post-mediale e per progettare percorsi educativi che lavorino attivamente sulla trasformazione delle condizioni di intelligibilità, riconoscimento e vivibilità dei percorsi identitari adolescenziali tra contesti digitali e scolastici.
2025
QueerMediaEducation
Media Education
Adolescenza
Pedagogia critica
Teorie queer
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14251/7961